Secondo l’imprenditrice, rappresentante legale di Universo e Presidente della Sezione Consulenza di Confindustria Catania è uno dei momenti più complessi nella vita di un’impresa: “Va affrontato senza disperdere valori, competenze né identità”.

 

Trentacinquemila imprese italiane ogni anno si trovano ad affrontare il passaggio generazionale. Eppure, solo il 30% supera con successo la prima transizione. Nei prossimi quindici anni è atteso un trasferimento di ricchezza stimato in 2 mila miliardi di euro che interesserà soprattutto il passaggio dai baby boomer ai loro eredi.

Sono i numeri di una sfida che il sistema produttivo italiano non può permettersi di ignorare. Numeri che hanno animato il convegno svoltosi nella sede di Confindustria Catania e che Daniela La Porta, Rappresentante Legale di Universo Srl ha avuto il piacere di moderare. Un tema oggi centrale per il futuro delle imprese familiari e del nostro tessuto economico sul quale si sono confrontati imprenditori, commercialisti, avvocati e notai.

“Ringrazio Confindustria Catania, la Camera degli Avvocati Tributaristi di Catania, l’Ordine degli Avvocati e l’Ordine dei Dottori Commercialisti ed Esperti Contabili – ha detto in apertura La Porta  – per aver promosso questo momento di confronto interdisciplinare su un tema tanto delicato quanto strategico: quello delle operazioni straordinarie, della pianificazione fiscale dei passaggi generazionali e della protezione dei patrimoni.

“Il passaggio generazionale – ha spiegato La Porta che è anche presidente della Sezione Consulenza di Confindustria Catania – rappresenta infatti uno dei momenti più complessi nella vita di un’impresa. Non riguarda soltanto profili fiscali, civilistici o societari, ma coinvolge la continuità aziendale, gli equilibri familiari, la governance, la tutela del patrimonio e, soprattutto, la capacità dell’impresa di evolversi nel tempo senza disperdere valori, competenze, identità costruite nel corso di una vita imprenditoriale”.

“Molto spesso – ha spiegato la numero uno di Universo – affrontiamo il passaggio generazionale come un tema prevalentemente tecnico: fiscale, societario, civilistico, patrimoniale. E certamente gli strumenti sono fondamentali. Ma nella pratica professionale ci accorgiamo che il vero ostacolo, molte volte, non è tecnico. È culturale, umano”.

“Assistiamo frequentemente a imprenditori molto anziani – ha proseguito – che continuano ad identificare completamente sé stessi con la propria impresa. E la frase che sentiamo più spesso è: ‘Senza il mio lavoro io muoio. Il lavoro mi tiene vivo.’ A quel punto il problema non è più soltanto costruire una holding, un trust o un assetto societario efficiente”. Il problema diventa accompagnare una persona in un processo estremamente delicato di trasformazione identitaria: “Così accade che figli — talvolta anche sessantenni — si trovino ancora nella posizione di dover convincere il padre a lasciare spazio. E il risultato, molto spesso, è un vero e proprio non-passaggio generazionale”, ha commentato La Porta.

Ad aprire i lavori è stata la presidente di Confindustria Catania, Cristina Busi, che ha inquadrato subito la posta in gioco: “Oltre il 90% delle aziende italiane è a controllo familiare: una realtà che da sola racconta la portata di questa sfida. Questa transizione non è una crisi da gestire: è una metamorfosi che, se accompagnata con metodo, può trasformarsi in un’occasione concreta di sviluppo e innovazione”.

 

È su questo sfondo che si sono mossi gli interventi istituzionali. Il presidente dell’Ordine dei Dottori Commercialisti ed Esperti Contabili, Giovanni Privitera, ha messo in evidenza come nessuna categoria professionale possa affrontare da sola questa materia: “Il passaggio del testimone nelle imprese è una sfida che richiede un approccio multidisciplinare. Non basta lavorare all’interno dell’azienda: è necessario un percorso strutturato di crescita professionale. Commercialisti e avvocati devono lavorare insieme, perché non si può guardare solo all’aspetto fiscale e contabile: è fondamentale accompagnare l’imprenditore anche nel percorso giuridico”.

 

Alberto Giaconia, intervenuto in rappresentanza dell’Ordine degli Avvocati, ha spostato il focus sulla prevenzione dei conflitti: “La successione d’impresa si colloca al crocevia di diritto successorio, tributario, societario e civile: è una materia multiforme, di estrema delicatezza, che richiede competenze specialistiche. Il ruolo dell’avvocato è fondamentale non solo per pianificare correttamente la successione, ma soprattutto per prevenire i conflitti. I clienti ci affidano la vita delle loro aziende e il futuro di pezzi interi della società: questo impone competenza, specializzazione, responsabilità”.

Il tema della specializzazione ha trovato ulteriore sviluppo nell’intervento di Andrea Libranti, che ha portato il saluto dell’Unione Nazionale Camere degli Avvocati Tributaristi, spostando l’accento sulla necessità di una consulenza che intervenga a monte: “Non è solo una questione tecnico-giuridica: è un momento di continuità, di trasmissione di valori, di assunzione di responsabilità verso il futuro. E proprio per questo richiede una consulenza evoluta, che non si fermi alla gestione del contenzioso a valle di un accertamento, ma accompagni l’imprenditore nelle scelte – familiari e aziendali – molto prima che il problema si presenti. L’avvocato tributarista oggi svolge sempre più una funzione di prevenzione del rischio: è questa la direzione verso cui la professione deve andare”.

A spiegare la valenza dell’iniziativa è stato il presidente della Camera degli Avvocati Tributaristi di Catania, Sergio Cacopardo, che ha ricondotto tutto al punto di partenza dell’ascolto: “L’idea è nata dai clienti: sono stati loro a sollecitarci, perché questo snodo tocca l’identità stessa dell’impresa, non solo i suoi aspetti fiscali e giuridici. È un tema che investe la famiglia, la continuità, il futuro di ciò che si è costruito nel tempo”.

Ai saluti istituzionali hanno fatto seguito gli interventi tecnici. Fabio Chiarenza, responsabile dell’area fiscale dello studio Gianni & Origoni, ha aperto la sessione affrontando il tema del wealth management e della protezione dei patrimoni familiari. Successivamente, Paolo Bonaccorso, dottore commercialista, ha analizzato nel dettaglio la fiscalità e le operazioni straordinarie connesse al trasferimento d’impresa, mentre il notaio Carlo Saggio ha approfondito gli aspetti civilistici, completando una triade di interventi che ha restituito la complessità tecnica della materia nella sua interezza.

I relatori hanno affrontato il tema da prospettive differenti ma complementari ed è stato interessante notare come, dietro ogni strumento tecnico, emerga sempre un tema centrale:
quello dell’equilibrio tra famiglia, impresa e futuro.

Seleziona per il video

Articoli correlati