La trasformazione digitale e la sostenibilità ambientale stanno diventando elementi sempre più centrali nello sviluppo del sistema sanitario. In questo contesto si inserisce il Piano formativo “C.A.R.E. – Controllo Ambientale Risorse Efficienti”, promosso da Innogea S.r.l. nell’ambito dell’Avviso 5/2024 di Fondimpresa, con l’obiettivo di accompagnare le strutture sanitarie verso modelli organizzativi più innovativi, efficienti e sostenibili.
Il progetto ha coinvolto sei aziende sanitarie private del territorio siciliano in un percorso condiviso di innovazione tecnologica basato sulla digitalizzazione dei processi clinici e amministrativi. Complessivamente sono stati formati 186 lavoratori, tra personale sanitario e amministrativo, attraverso 33 corsi per un totale di circa 500 ore di formazione.
“Il progetto ha coinvolto aziende sanitarie private del territorio siciliano, impegnate in un percorso condiviso di innovazione tecnologica basata sulla digitalizzazione dei processi clinici e amministrativi”, spiega Daniela La Porta, referente del Piano. “I destinatari diretti dell’intervento sono stati 186 lavoratori, coinvolti in attività formative per un totale di circa 500 ore di formazione”.
L’iniziativa nasce in un momento di profonda evoluzione del settore sanitario, accelerata dall’esperienza della pandemia e sostenuta dagli investimenti previsti dal PNRR, che pongono al centro la digitalizzazione dei servizi, la sostenibilità ambientale e il miglioramento dell’accesso alle cure. In questo scenario, il Piano C.A.R.E. ha rappresentato uno strumento concreto per supportare la cosiddetta “dual transition”, ovvero l’integrazione tra innovazione digitale e transizione ecologica.
Cuore del progetto è stata l’introduzione della piattaforma CAREMED, un sistema digitale integrato che consente la gestione informatizzata dell’intero ciclo clinico e amministrativo: dalla prenotazione delle prestazioni alla gestione delle cartelle cliniche, fino al monitoraggio dei dati e alla prevenzione del rischio clinico.
Le aziende coinvolte hanno investito in infrastrutture tecnologiche avanzate, basate su cloud computing, interoperabilità dei sistemi e integrazione dei dati, creando un ecosistema digitale in grado di connettere reparti, operatori e pazienti in tempo reale. Un cambiamento che ha permesso di superare modelli organizzativi frammentati e manuali, favorendo processi più efficienti, automatizzati e orientati ai dati.
Il percorso formativo ha accompagnato tutte le fasi dell’innovazione: dall’analisi dei fabbisogni alla progettazione dei nuovi processi, dall’implementazione delle tecnologie fino alla formazione del personale e alla messa a regime delle soluzioni digitali. Le attività hanno riguardato in particolare l’utilizzo delle cartelle cliniche informatizzate, l’analisi e la gestione dei dati sanitari, il risk management, la digitalizzazione dei processi amministrativi e clinici e la tutela della privacy e della sicurezza delle informazioni.
I risultati ottenuti evidenziano un impatto significativo sia sul piano organizzativo sia su quello gestionale. Le strutture sanitarie hanno introdotto nuove figure professionali, come data manager e responsabili della sicurezza informatica, adottando sistemi di monitoraggio basati su indicatori digitali che hanno migliorato la capacità decisionale e la qualità dei servizi erogati.
Importanti anche i benefici sul fronte ambientale. La digitalizzazione dei processi ha contribuito a ridurre l’utilizzo della carta, gli spostamenti di pazienti e operatori e, di conseguenza, le emissioni di CO₂. Parallelamente, l’introduzione di servizi digitali e strumenti di telemedicina ha favorito una maggiore accessibilità alle cure, contribuendo a ridurre le disuguaglianze territoriali.
Tra i principali risultati raggiunti figurano il miglioramento dell’efficienza operativa, la riduzione degli errori e dei tempi di attesa, l’aumento della qualità delle prestazioni sanitarie e una maggiore trasparenza nella gestione dei dati e dei costi. Le aziende coinvolte hanno inoltre rafforzato il proprio posizionamento competitivo, affermandosi come realtà innovative e sostenibili nel panorama sanitario regionale.
Il progetto ha favorito anche la creazione di reti di collaborazione tra le strutture partecipanti, basate sulla condivisione di piattaforme, competenze e buone pratiche, contribuendo alla costruzione di un ecosistema sanitario più integrato, resiliente e orientato al futuro.
I numeri del progetto
- 6 aziende coinvolte:
- Casa di Cura Macchiarella
- SO.GE.SA.
- Casa di Cura Gibiino S.r.l.
- Casa di Cura Villa Margherita
- Casa di Cura Villa dei Gerani Dott. A. Ricevuto
- Cenacolo Cristo Re S.r.l.
- 186 lavoratori formati
- 500 ore di formazione erogate
- 33 corsi realizzati
Grazie all’integrazione tra formazione, innovazione tecnologica e sostenibilità, il Piano C.A.R.E. si configura come un modello avanzato di sviluppo organizzativo, capace di accompagnare concretamente la trasformazione del sistema sanitario siciliano verso standard sempre più elevati di efficienza, qualità e responsabilità ambientale.
Al seguente link sono disponibili le video interviste a:
–Daniela La Porta, Referente del Piano
–Daniele Greco, Rappresentante Legale Cenacolo Cristo Re
–Maria Russo, Responsabile Qualità Cenacolo Cristo Re
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